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Il posto del
counseling nel panorama delle scienze psicologiche di Piera Campagnoli _____________________________________________________________________ Tornare
una volta di più sulla definizione di counseling è un modo per
contribuire a una sempre maggiore chiarezza rispetto alla nostra
professione. Quando una disciplina diventa chiara diventa più facilmente
trasmissibile. Diventa più forte. Questa chiarezza si impone, come
bisogno, per aiutarci a cogliere e a definire lo spazio del counseling
nell’ambito delle scienze umane. In particolare, è importante definire
il confine fra counseling e psicologia, fra counseling e psicoterapia. Mi
sembra che esista confusione in merito e che occorra dibattere questo
argomento per evitare fraintendimenti. Il
counseling non è psicologia e non è psicoterapia, come
psicologia e psicoterapia non sono counseling. Si tratta di
discipline diverse con ambiti di competenza diversi. E’ importante che
esista un confine che indichi chi è il counselor, chi è lo psicologo,
chi è lo psicoterapeuta e quali sono gli ambiti di competenza di queste
professioni. Se questo confine è oscuro e indefinito, si genereranno
confusioni e conflitti. Se questo confine è chiaro, psicologi,
psicoterapeuti, counselors, possedendo una propria identità definita, potranno sentire con chiarezza qual è il loro ambito di
competenza, potranno operare nel loro ambito con tranquillità, nella
consapevolezza che non esistono sovrapposizioni confusive e confrontarsi
fra loro sapendo di essere diversi ma complementari, una complementarietà
che torna a vantaggio della cultura psicologica e delle scienze umane. Counseling
e psicologia
La
definizione del confine tra psicologia e counseling può articolarsi
intorno a tre temi: Acquisizione
del titolo di psicologo e di counselor
Psicologo
è colui che possiede una laurea in Psicologia. La psicologia viene
insegnata nelle Università a grandi gruppi di allievi. Il counseling non
viene insegnato, non si può insegnare. Il counseling viene trasmesso
mediante corsi di formazione. Che differenza esiste fra insegnamento e
formazione? Insegnamento è veicolare conoscenze mediante parole.
Formazione è preparare l’allievo attraverso un percorso rivolto alla
persona nella sua globalità: mentale, affettiva, esperienziale. Non può
avvenire in grande gruppo, ma esclusivamente in piccolo gruppo. Le
professioni di counselor e di
psicologo sono dunque diverse perché diverso è il percorso per acquisire
il titolo. Le
radici culturali di psicologia e counseling
Per
definire la professione di psicologo possiamo esaminare i programmi delle
principali facoltà universitarie di psicologia nonché norme e
indicazioni dell’Ordine Psicologi. Strumenti
diagnostici
La
Psicologia per la tradizione culturale che la caratterizza utilizza i test
e considera la diagnosi come momento fondamentale conoscitivo. Il
counselor utilizza strumenti non diagnostici. Non utilizza test. Counseling
e psicoterapia
Più
complesso e articolato è il discorso sulle differenze fra counseling e
psicoterapia anche perché il panorama delle scuole di psicoterapia è
vasto e variegato. Se
infatti consideriamo i criteri precedentemente analizzati, riscontriamo
che: -
per quanto riguarda l’acquisizione del titolo sia counseling che
psicoterapia utilizzano una formazione in piccolo gruppo; -
per quanto riguarda la tradizione culturale, esistono scuole di
psicoterapia e scuole di counseling con la stessa matrice epistemologica; -
per quanto riguarda la diagnosi possiamo notare che ci sono scuole
di psicoterapia che, come il counseling, non utilizzano strumenti
diagnostici o testistici. Ne
consegue che i precedenti criteri di distinzione non sono sufficienti per
definire la differenza fra counseling e psicoterapia, ma occorre prendere
in esame altri aspetti per approfondire ulteriormente l’argomento, in
particolare occorre affrontare il tema dei campi applicativi di pertinenza
del counselor e dello psicoterapeuta. Counseling:
ambiti applicativi
Se
proviamo a definire gli ambiti applicativi del counseling, possiamo dire
che sono sostanzialmente: prevenzione,
sostegno, attivazione di risorse umane.
Proviamo
a chiarire meglio. PrevenzionePrevenzione
è un intervento applicato nei confronti di un disagio per evitare che
questo possa aggravarsi. Per disagio intendiamo un problema momentaneo o
circoscritto: una malattia, la perdita di una persona cara, un problema
sul lavoro. Disagio non è psicopatologia. L’intervento preventivo è
connesso a un miglioramento della qualità della vita, è rivolto
all’individuo per aiutarlo a scoprire nuove possibilità a livello
lavorativo, di coppia, di relazioni familiari e ad attivare nuove
potenzialità personali. Sostegno E’
l’intervento di aiuto alla persona malata, morente, disabile, carcerata.
E’ un intervento circoscritto non finalizzato a risolvere il problema
che in questi casi è irrisolvibile, ma che può aiutare la persona a
vivere al meglio possibile con quel problema. Il Counselor non può
guarire un malato terminale, può accompagnarlo per aiutarlo a vivere
nonostante quella situazione drammatica. Attivazione di risorse umanePer
attivazione di risorse umane si può intendere: formazione, counseling con
gruppi di lavoro, counseling aziendale, counseling interculturale,
counseling scolastico. Il
counseling è un nuova metodologia di intervento nel sociale?
Proviamo
a chiederci se un intervento che opera in situazioni di disagio, sostegno,
attivazione risorse umane può
essere definito un intervento sociale. Mi
sembra che a questa domanda si possa rispondere affermativamente. Il
counseling, ponendosi l’obiettivo di migliorare la qualità della vita,
si presenta come collegato a una cultura dell’aiuto che può avere una
significativa ripercussione sul piano sociale. Il counseling può essere
considerato un intervento sociale a patto di definire cosa intendiamo
per intervento sociale. L’intervento sociale può essere definito
come rivolto alla persona (rogersianamente intesa) con scopo
preventivo o di sostegno o di attivazione di risorse. Pensare in
questi termini l’intervento sociale significa pensare a una cultura del
sociale fondata sul concetto di centralità della persona. Se introduciamo
nel sociale il concetto di prevenzione, sostegno, attivazione di risorse
rivolto alla persona nella sua globalità possiamo pensare che il
counselor possa riconoscersi come professionista del sociale ed
intervenire nel sociale in modo consono alle
proprie radici culturali. Il
counseling può essere considerato un intervento professionale applicato
al sociale. Il
counseling può essere considerato un modo più qualificato e competente
di intervenire nel sociale, può
attivare o potenziare una nuova cultura
del sociale caratterizzata da qualificazione e professionalità. Occuparsi
in modo professionale di prevenzione, sostegno, attivazione di risorse
significa favorire le
potenzialità della persona e innalzare il livello delle competenze
sociali. Il counselor potrebbe operare in uno spazio attualmente vuoto. Può
introdurre nel sociale una cultura dell’aiuto caratterizzata da
professionalità e valorizzazione della persona: due elementi attualmente,
nel sociale, assenti o parzialmente presenti. Counselor,
Psicologo, Psicoterapeuta: una integrazione possibile
Definire
il counseling come intervento applicabile al sociale potrebbe tracciare
una chiara distinzione fra l’ambito di competenza del counselor e quello
dello psicoterapeuta. Se operiamo questa distinzione possiamo definire lo
psicoterapeuta come il professionista che opera con la psicopatologia, il
counselor come il professionista che interviene in situazioni sociali. Fra
counselor e psicologo la differenza è culturale e metodologica. La
differenza consiste nel fatto che il counselor è formato a condurre un
colloquio d’aiuto mentre lo psicologo ha competenze diverse. Non è
formato a condurre un
colloquio e ad applicare tecniche
di ascolto. Può possedere informazioni teoriche in merito, non
formazione. Si
rende dunque necessario oltrepassare un modo di pensare per cui cultura
dell’aiuto è psicologia o psicoterapia. E’ stato così nei decenni
precedenti perché psicologia e psicoterapia erano gli unici strumenti per
una cultura dell’aiuto finalizzata alla crescita psicologica della
persona. Gli
altri interventi del sociale hanno svolto prevalentemente mansioni
assistenziali o educative. Il counseling va dunque collocato come risorsa
che, nel sociale, va oltre l’attuale immagine che abbiamo del sociale.
Il counseling è un intervento finalizzato a favorire la crescita
psicologica della persona per un miglioramento della qualità della vita.
Può integrare il lavoro dell’insegnante, dell’assistente
sociale, del medico, delle strutture ospedaliere, dell’azienda, dei
comuni, degli operatori socioassistenziali. Si pone nel sociale come
cuscinetto fra l’intervento educativo e quello psicologico o
psicoterapico non sovrapponendosi né all’uno né agli altri, ma
affiancandoli con una propria specificità e occupando uno spazio
attualmente vuoto. Operare
questa distinzione significa evidenziare che counselor, psicologo,
psicoterapeuta sono professionisti con mansioni circoscritte e chiare. Se
gli ambiti sono distinti, questi professionisti
possono collaborare e integrare i loro interventi. L’intervento
di counseling, in alcuni casi, può precedere l’invio allo
psicoterapeuta e lo psicoterapeuta può consigliare il counseling in
situazioni di prevenzione, sostegno, formazione in ambito lavorativo.
Potrebbero esistere équipes multiprofessionali dove psicoterapeuta,
counselor ed altri professionisti cooperino in modo integrato
per un intervento più qualificato. Considerare
la possibilità di integrarsi senza snaturarsi e senza sovrapporsi può
arricchire il panorama delle scienze umane con ripercussioni positive sia
sul piano della ricerca scientifica che su quello della crescita sociale. |
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