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La Biodanza di Rolando Toro e la Gestalt di Fritz Perls _____________________________________________________________________ Nel mio post
di qualche giorno fa appare la sintesi di un intervento di Rolando
Toro al Congresso Mondiale di Biodanza del 2008, sicuramente uno dei
molti bei ricordi di Rolando che girano in rete e che contribuirà
insieme a tanti altri a portare avanti il suo pensiero e la sua
memoria sia verso chi lo conobbe in vita e chi solo attraverso la sua
opera. Alla fine del suo
intervento fa riferimento al pensiero di un altro grande protagonista
del movimento dello sviluppo del potenziale umano e della psicologia
umanistico-esistenziale, Fritz Perls. “Io
sono la mia via e tu la tua. Rolando alla fine del suo
intervento entra in una sottile disputa verbale con Fritz Perls
sottolineando come secondo lui incontrarsi è meraviglioso ma
l’ipotesi contraria sarebbe una vera tragedia. Da anni ormai ho sposato quasi
nella sua totalità il lavoro di Rolando Toro dedicando la maggior
parte del mio tempo allo studio e divulgazione della Biodanza che
ritengo una delle migliori attività di gruppo per favorire benessere,
sviluppo personale e sani legami tra le persone. Premesso quindi che mi sento
molto legato ad entrambi questi orientamenti e alle geniali intuizioni
dei fondatori voglio prendermi il tempo per alcune ulteriori
considerazioni. Quando Fritz Perls ha creato la famosa preghiera della Gestalt lo fece per sensibilizzare il cliente verso l’assunzione di responsabilità nei confronti della propria vita cosa che non è però possibile fare con quella degli altri, insomma ognuno è responsabile ma solo per se stesso "assumersi
responsabilità per un altro, interferire con la sua vita e sentirsi
onnipotenti sono la stessa cosa" F.
Perls Perls faceva
ripetere questa preghiera ai suoi pazienti/clienti soprattutto quando
doveva agire sulla “confluenza” e cioè uno dei principali
meccanismi di evitamento di contatto con l'esperienza che vengono trattati in
Gestalt. Certo la Preghiera
della Gestalt di Fritz Perls può essere fraintesa come anche afferma S.
Ginger (1990) “E’ fondamentalmente al fine di denunciare la confluenza che Perls ha composto la sua famosa “Preghiera della Gestalt” che ha fatto scorrere fiumi di inchiostro e gli ha attirato numerose critiche di egoismo da parte di coloro che non sono stati capaci di comprenderne lo spirito.” Ci tenevo a
sottolineare questo aspetto perché trovo molto più vicini di quanto
molti possano pensare questi due approcci e ad un osservatore attento
non può sfuggire come l’orientamento teorico di Rolando
Toro pur essendo unico e inconfondibile per la sua efficacia e
genialità sia stato sicuramente influenzato da alcuni capisaldi del
precedente lavoro di Fritz Perls. Insomma continuando
a seguire la via maestra tracciata da Rolando Toro verso
un’integrazione proveniente da varie scuole teoriche e pratiche che
arricchite dalla sua genialità e sensibilità d’animo ha dato
origine alla Biodanza è sempre più auspicabile un approccio
pluralista integrato come da anni ormai sta avvenendo nel counseling,
nelle biodisicpline e nella psicoterapia.
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